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Tuesday 07 September 2010
Peptidi epitopici immunogenici del CEA da utilizzare nella chemio-immunoterapia del carcinoma del colon-retto e della mammella print
Persona da contattare
Andrea Frosini

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e-mail: frosini5@unisi.it

Settore di attività
Biologia molecolare
Titolo
Peptidi epitopici immunogenici del CEA da utilizzare nella chemio-immunoterapia del carcinoma del colon-retto e della mammella
Abstract
L'invenzione concerne peptidi epitopici immunogenici del CEA da utilizzare nella chemio-immunoterapia del carcinoma del colon-retto e della mammella. La proteina CEA (carcinoembryonic antigen) è una glicoproteina di Mr 180,000-200,000 ampiamente usata come marker per i tumori umani, ed espressa da diversi tipi di neoplasmi incluso i carcinomi dell'intestino crasso, del mammella e del polmone. Diversi studi preclinici hanno dimostrato la possibilità di generare in vivo una risposta specifica per CEA dei linfociti T citotossici (CTL), con un'attività antitumorale in topi e in primati non umani. Questi risultati sono stati ottenuti adottando diverse strategie di immunizzazione, come virus ricombinanti (poxoviruses, adenoviruses, etc con il gene per CEA ingegnerizzato), anticorpi anti-DNA o anti-idiotipi. Una risposta mediata dai CTL umani al CEA è stata dimostrata utilizzando peptidi derivati da CEA con sequenze di ancoraggio da HLA-A(*)A02.01 per stimolare in vitro cellule mononucleate periferiche umane (PBMC) derivate da donatori normali o pazienti con carcinoma colonrettali. Come conseguenza di questi studi sono in fase di realizzazione una serie di esperimenti clinici per investigare la possibilità di utilizzo del CEA come antigene bersaglio di protocolli di attività specifiche di immunoterapia per pazienti affetti da carcinoma colonrettale. Nonostante incoraggianti studi preclinici, l'uso di vaccini diretti verso il CEA non ha dato al momento risultati soddisfacenti per controllare la progressione del tumore nell'uomo. Una delle possibili spiegazioni è che il CEA è espresso eterogeneamente nel tumore. Pertanto, non si può escludere che una frazione sufficientemente grande dell'intera popolazione di cellule tumorali non esprima sufficienti quantità di peptide CEA per essere riconosciuta da CTL - CEA specifici. Pertanto diversi studi sono volti a utilizzare agenti farmacologici e biologici per aumentare l'espressione in cellule tumorali dell'antigene bersaglio e di molecole MHC. Gli studi realizzati da Maas et al e confermati dagli autori hanno mostrato che il trattamento di numerose linee cellulari di carcinoma del colon con 5-FU, con o senza alfa-interferone (IFN-alfa) o gamma-IFN in vitro, provoca un'aumentata espressione di CEA associato alla membrana. In particolare, è stata recentemente dimostrata la possibilità di aumentare in vitro l'espressione del CEA, così come di molecole MHC, in cellule di carcinoma del colon esposte a 5-FU in combinazione IFN-gamma. Gli autori della presente invenzione hanno ora evidenziato che il trattamento con 5-FU esalta la suscettibilità delle cellule cancerogene a linee CTL specifiche per CEA, generate da PBMC HLA-A(*)02.01+ umani, stimolati in vitro con cellule dendritiche autologhe stimolate (pulsate) con peptidi derivati dal CEA.
Status
Depositata domanda di brevetto nazionale presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi
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